Il Dio Bambino

12,00 

Kim Kanakeshwari

Pagine: 200
Mese/Anno: giugno 2009
ISBN: 978-88-95880-25-9
Dimensioni: 14 x 21 cm

Genere: narrativa

Collana: Narrativa

Esaurito

Descrizione

Vincitore della terza edizione del Premio Letterario Internazionale “Gaetano Cingari” 2008 sezione Narrativa Inedita


Il Dio Bambino è un’opera nella quale è contenuta quella pienezza dell’essere che trova il suo fondamento ontologico nella ricerca del sé. L’Autrice, nel dare vita alle parole del suo romanzo autobiografico, scrive con una sensibilità, una comprensione, un amore così profondi che è difficile rimanere immuni all’intensità comunicativa della sua storia. Chiunque si accinga a leggere queste pagine è portato a stringere un rapporto fruttuoso e stimolante con il libro e soprattutto con se stessi. Siamo di fronte a un valido strumento di auto-trasformazione in grado di chiedere al lettore impegno, partecipazione, consapevolezza.
Attraverso la rielaborazione dei momenti e luoghi più rappresentativi della sua storia, Kim Kanakeshwari intraprende un viaggio tormentato e viscerale nei meandri più tortuosi della sua vita affettiva e relazionale. Ed è proprio durante l’esplorazione del suo mondo emotivo che, con voce imperiosa e vibrante, l’Autrice indossa le vesti di una donna poco più che trentenne alla scoperta delle sue radici e della sua integrità esistenziale. Attraverso i tratti di una penna fluente e incisiva, inizia a disegnare i confini della sua memoria per far rivivere il suo Bambino Dimenticato e per restituire al suo Io una fragranza più matura.
Seguendo il respiro affannato del suo inconscio più recondito, l’itinerario geografico che si sviluppa tra l’India, l’Italia, la Francia e Chicago, diventa la materializzazione di un percorso iniziatico che preannuncia la rinascita del sé. Non a caso tale percorso inizia in India, “incomprensibile” terra “dai colori dilanianti”, quando, dopo essere stata ammessa in tenerissima età al St Helen’s Home, fu adottata da una famiglia italo-francese. A partire da questo momento, l’Autrice rievoca il suo Dio Bambino, vale a dire quella parte di noi che, anche se spesso viene strappata dalla morsa della memoria con il debutto all’età adulta, possiede sempre un eccezionale potenziale di crescita e di nuova vita, fornendo linfa vitale per i nostri interessi, aspirazioni, bisogni, desideri del presente. In tal senso, la conoscenza del proprio passato rappresenta il mezzo più diretto per un’autoaffermazione consapevole e per la rielaborazione di una rappresentazione identitaria frammentata sin dall’infanzia. “Ho ricercato le mie radici italiane, indiane, francesi, fra la scienza, l’archeologia e il sociale […] Non riuscivo a dare un senso a quei frammenti […] L’incertezza avvolgeva i miei pensieri in una dimensione indefinita, dove il passato si intrecciava al presente come in una morsa da cui non riuscivo a liberarmi.”
L’unico autentico oggetto del desiderio di ogni uomo risiede nel significato della vita stessa. Vivere vuol dire rinascere dopo aver ascoltato il proprio disagio interiore e dopo aver ricomposto in un’immagine armonica gli infiniti volti dell’Io, che, come in “un gioco di specchi”, “si riflettono come raggi di tempi e realtà contrastanti”.
La riscoperta del sé richiede indubbiamente energia e fatica, ma è solo così che possiamo essere condotti alla gioia, al piacere, alla forza della libertà. La felicità diventa la conquista di un orizzonte identitario nitido dove il senso di appartenenza viene vissuto con pienezza e convinzione e dove ogni ricordo rielaborato alla luce del presente costituisce la premessa per il risveglio interiore.

Valeria Di Felice