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Storia d’avventura

19,00 

TEFFI

Traduzione dal russo, introduzione e a cura di

Tatsiana N. Zhuk

Con un saggio introduttivo dal titolo Prestiti e barbarismi dalla lingua francese in «Storia d’avventura» di Teffi: specchio socio-culturale dell’emigrazione russa a Parigi tra Otto e Novecento

Genere: Romanzo; Saggio di critica letteraria

p.p 160 | 14×21 cm | maggio 2022 | 978-88-3374-017-1

In copertina: Pierre Auguste Renoir, Bal au moulin de la Galette, 1876 (olio su tela), Musée d’Orsay, Parigi.

Retro di copertina: Henri de Toulouse-Lautrec, Au Salon de la rue des Moulins, 1894-95 (pastello su carta), Musée Toulouse-Lautrec, Albi.

COD: 978-88-3374-017-1 Categoria: Tag: , ,

Descrizione

Un fenomeno linguistico di particolare rilievo, che ha interessato l’evoluzione del russo moderno, manifestandosi pienamente nei primi decenni del Novecento, risulta rappresentato in modo esemplare dall’opera di Nadežda Aleksandrovna Lochvickaja, conosciuta con lo pseudonimo Teffi. L’Autrice, che con particolare efficacia ha trattato temi della cultura popolare russa (T. Zhuk, «Strega» e altri racconti. Identità russa e questione interpretativa nell’opera di Teffi, 2012), con il suo unico romanzo, Storia d’avventura (Parigi, 1931), ha lasciato emergere una significativa evoluzione linguistica insita in un particolare momento di contatto tra due culture e modelli sociali apparentemente distanti, quelli russi e quelli francesi, nella tormentata temperie storica europea tra Otto e Novecento. Nello studio condotto sul testo del romanzo, sono emersi dati propriamente linguistici (prestiti, barbarismi, calchi, ecc.), attraverso il linguaggio con le sue peculiarità, come purezza della lingua russa oppure abbondanza di barbarismi, l’autrice ci aiuta a scoprire la vera natura dei suoi personaggi, ma soprattutto sono stati colti e stigmatizzati rilevanti processi legati a fenomeni sociali nel processo che avrebbe condotto la cultura europea nella «Belle Époque». Come la maggior parte dell’intellighenzia russa, Teffi scelse la sorte dell’emigrata e continuò a scrivere anche a Parigi. Teffi scriveva della vita dei russi, per i russi e in russo, nel suo stile inconfondibile, pieno di senso dell’umorismo, giochi di parole e calembour. In Storia d’avventura la scrittrice si accosta anche al “Francese-Nizhegorodiano” di Aleksandr Griboedov per descrivere meglio i suoi personaggi e per raggiungere l’effetto comico. Durante la sua emigrazione in Francia furono edite due raccolte di traduzioni dei suoi racconti: Vourdalak. Le Vampire (Parigi, 1946) e La lumière des humbles (Parigi, 1946). In conclusione, si è potuto osservare che l’abbondanza di parole straniere nel romanzo non è soltanto strumento di comicità, di satira o di critica, ma anche un modo per aiutare il lettore a palpare quasi quell’ambiente variopinto, pieno di colorito locale, a distinguere perfettamente gli ambienti sociali dei personaggi, a capire la vita dell’epoca degli emigranti russi in Francia e a percepire lo stretto contatto che le due culture hanno avuto sino alla prima metà del Novecento e oltre.

Storia d’avventura

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