L’amore malato

13,00 

Roberto Patruno

 

FUORI COMMERCIO

978-88-97995-38-8 | pp. 184 | 14 × 21 cm | ottobre 2013 |

Prefazione a cura di Kreszenzia Daniela Gehrer
In copertina: Progetto grafico di Valentina Patruno. [Amedeo Clemente Modigliani, Nudo sdraiato, 1917-1918 (olio su tela, 60×92 cm), Collezione Privata Gianni Mattioli, Milano.]

Esaurito

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Descrizione

A volte è facile superare il sottile confine che separa la vita un po’ sregolata e superficiale di un ragazzo di provincia da quella disperata di un’esistenza condotta ai margini della società. Due mondi a stretto contatto che sembrano ignorarsi, rispondendo a diverse regole e canoni comportamentali: da un lato una realtà all’insegna delle serate con gli amici, fino a notte tarda, e del sesso facile con le ragazze, dall’altra le ombre di un’umanità rifiutata e dolente che si muove invisibile all’interno della città addormentata, in una lotta continua e feroce per sopravvivere.
Mino supera quel confine il giorno in cui lascia la sua casa e gli amici, all’inseguimento di un amore sbagliato e impossibile, finendo col perdersi e scivolare in quella dura realtà a lui sconosciuta in cui le storie di miseria, violenza, prostituzione e degrado diventano il suo mondo reale, sostituendosi a quello spensierato della sua giovinezza.
Lontano dal suo piccolo mondo protetto, Mino riuscirà a ritrovare se stesso e la sua dignità di uomo?


Dalla Prefazione di Kreszenzia Daniela Gehrer

Eros, il gran dèmone dell’amore, colui che scioglie le membra, figlio di Poros e Penia. Concepito durante il banchetto per la nascita di Afrodite, Eros è per sua stessa natura un’entità di congiunzione, in posizione mediana tra il mondo dei mortali e degli dei, nostalgia originaria della lacerazione dell’Uno.
Generato da Espediente – l’indeterminatezza, l’abisso senza fondo – e Povertà – il morso del vuoto e della mancanza, brama perenne – è, quindi, proteiforme e transeunte alla perenne ricerca dialettica di Sé e dell’Altro.
Amore che assume sembianze e fattezze diverse nel testo di Roberto Patruno – il volto della madre e delle sue cure, il corpo sensuale e irresistibile di Titti, poi l’illusione, la disillusione e l’amore che diventa riparo dalla gelida solitudine. Infine l’amore profondo e maturo con Alina che si fa alleanza a due contro il mondo che ci è capitato in sorte o che ci si è scelto, in quella battaglia individuale per la sopravvivenza. […]
Quello raccontato dall’Autore è un amore che non si imbarazza delle proprie carni e che anzi fa del corpo nudo non qualcosa da nascondere, mortificare e di cui vergognarsi, ma il mezzo supremo da celebrare nella sua totale e sublime bellezza. Anche quando il corpo si fa brutto, stanco, sporco, umido e malato. Anche quando la mente si allontana dal recinto della ragione. Rimane il tramite attraverso il quale sentirsi, percepirsi ancora vivi, conoscersi, entrare a fondo con forza nella materializzazione di quel sentimento ascensionale che avvinghia, unisce, colma, svuota, ricongiunge e poi rilascia brutale come un colpo di fionda.[…]