India – L’esperienza del viaggio

9,80 

Kaveen A. Millarelli

Pagine: 80
Mese/Anno: dicembre 2009
ISBN: 978-88-95880-37-2
Dimensioni: 12 x 18 cm

Genere: raccolta di poesie illustrata

Collana: Poesia

Esaurito

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Descrizione

India – L’esperienza del viaggio di Kaveen Antonello Millarelli è una silloge permeata dalla spinta verso una ricerca ontologica che si addentra nel groviglio dell’esistenza (Vivo solo/ e questo basta/ sciolgo nodo dopo nodo dopo nodo/ per arrivare alla matassa) e che rende partecipe il lettore nel rispondere ai perché che ogni giorno bussano alla porta del suo Essere (Puoi vivere/ mille ed altre sensazioni/ in un mondo dove/ a guardare le intenzioni/ gli esseri umani/ sembrerebbero tutti buoni…/ e tu ci provi?; Poi decido/ mi alzo/ che fare/ che altro?).
L’India diventa un territorio di confine, un’esperienza fisica che risponde ai dettami di un’esplorazione interiore, un viaggio di conoscenza del sé e del mondo che si serve della parola poetica per disegnare i suoi intricati percorsi, i suoi nodi gordiani, i suoi svincoli esistenziali.
Nella dimensione letteraria, l’Uomo-Poeta affonda i camminamenti del suo Io nel voraginoso baratro del Nulla, nella consapevolezza che il senso profondo della vita va colto in un lavoro di introspezione che non ha mai fine.
Quella di Kaveen è un’attitudine compositiva che ha origine nel discernimento interiore e nella sperimentazione di una solitudine emotiva che si trasforma nella tensione verso l’altro, nella ricerca di un equilibrio, nel desiderio di guardare avanti (un albero solitario/ sul picco della collina/ domina la valle:/ quello sono io; noi resteremo sempre in viaggio/ e anche se le nuvole/ all’orizzonte appaiono/ non sono stanco di cercare/ e di trovarti/ cercando).
La scrittura diventa, quindi, atto di estroversione e di crescita, luogo privilegiato di meditazione, è un iter mentis ricco di attese, ritorni, speranze, è un universo fluttuante di pensieri e di motivi espressivi (Scrivere fa bene/ svuota il secchio/ e resta il seme; Scrivere ti salva/ è la via d’uscita/ quando senti ch’è finita; Penna che traccia/ sul foglio il tratto/ nero secco/ sul foglio bianco).
Attraverso una verseggiatura lineare, suggestiva e dall’alta densità figurativa, il pensiero del Poeta scruta la vita con i suoi ritmi e le sue pause, e il viaggio non spazza completamente il miasma interiore, ma lo assapora e lo placa in un gioco contrastante di illusioni e disillusioni, di assenze e presenze, di vicinanze e lontananze, di attese e ritorni.

Valeria Di Felice