Il linguaggio della bellezza femminile in Omero

13,00 

Giulia Felisari

Pagine: 80
Mese/Anno: dicembre 2011
ISBN: 978-88-95880-89-1
Dimensioni: 14 x 21 cm

Genere: Saggio

Collana di ricerche e studi universitari «GLI ALLORI» diretta da Annunziata Rositani

Esaurito

Descrizione

In questo breve volume Giulia Felisari ci conduce con sé in un viaggio meraviglioso, ma allo stesso tempo lucido e scientificamente meditato, nell’immaginario omerico della bellezza femminile. Elena, Penelope, Nausicaa, Andromaca, Criseide, Briseide, Afrodite, Era, Artemide, Atena, Eos, Teti, Letò, la maga Circe, la ninfa Calipso e le altre figure femminili dell’épos omerico rivivono in tutta la loro grazia attraverso gli epiteti e gli aggettivi che più sono stati loro attribuiti nei due grandi poemi arcaici.
Donne mitiche e dee non sono semplicemente «belle», ma «lucenti», «brillanti», «divine», «luminose», «splendenti». Il loro corpo è cantato nella bellezza dei particolari: dalla capigliatura alle braccia, dagli occhi alle caviglie, dalle guance alle dita delle mani. Il loro aspetto è esaltato da vesti preziose e cangianti che spesso esse stesse hanno tessuto e così l’esaltazione della bellezza si intreccia fittamente a quella delle doti femminili, come l’abilità manuale e l’ingegnosità.
Le vesti, gli accessori, la toeletta, al pari dell’aspetto fisico, sono mezzi di seduzione, attrattive irresistibili rivolte all’universo maschile. Ma non solo questo, esse esprimono contemporaneamente anche qualità interiori e virtù femminili. Non solo bellezza, dunque, ma anche «mente», «opere», «lavori» e «cuore», non un vuoto cembalo, ma figure a tutto tondo, ricche di doti esteriori e interiori, di abilità nei lavori domestici, di profondità di pensieri e di purezza di sentimenti.
Ricchissimo di citazioni di passi greci, forte di un ricca bibliografia aggiornata e di una rigorosa analisi filologica dei termini di volta in volta analizzati il testo ci offre uno studio ben articolato, ragionato, scientificamente ponderato ma allo stesso tempo facilmente accessibile della bellezza muliebre così come ci è presentata da Omero, quale strumento di fascino ed espressione di virtù, illuminandoci sull’ideale femminile dell’uomo greco arcaico, fatto di armonia dell’insieme e di meravigliosi particolari che richiamano alla nostra mente incantata le «splendide» statue di classica fattura e dalle perfette simmetrie della bottega di Fidia.

Annunziata Rositani