Angela pelle di marmo

12,80 

Daniele Ninfole
Pagine: 176
Mese/Anno: ottobre 2010
ISBN: 978-88-95880-60-0
Dimensioni: 14 x 21 cm

Genere: Narrativa

Collana: Narrativa
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Descrizione

Ogni vita ha un destino, e qualche volta, nel corso di un’esistenza, a qualcuno capita di riconoscere il proprio e di guardarlo in faccia. Ad Andrea Nobile, il protagonista di Angela pelle di marmo, capita una sera umida di fine ottobre. In una vecchia fotografia ritrovata sul fondo di un cassetto c’è la conferma dolorosa di un destino precoce e l’occasione – forse l’ultima – per cambiarlo.
Cresciuto tra i silenzi impenetrabili di un padre assente e la devozione muta e scontrosa della governante, Andrea ha scoperto fin da subito l’illusorietà della fuga. Per difendersene, ha imparato la pazienza dell’attesa e una sorta di fedeltà rancorosa alla sua città, al suo quartiere, alla casa di tre piani in cui è nato e cresciuto. Gli anni sono trascorsi e Andrea è rimasto lì, fermo in mezzo al disordine che si è lasciato crescere attorno. Ha fatto passare il tempo, come suo padre.
Vissuto nell’eterna attesa di cominciare a vivere, Andrea ha finito col fare della precarietà la propria condizione esistenziale. Da ingegnere mancato ha rinunciato a ogni idea di progetto, accontentandosi di “emozioni fugaci” e “prestazioni occasionali”. Non ha mai preteso niente. E ha concesso poco: qualche attenzione distratta, un affetto distante che si è lasciato rubare prima di tornare al conforto delle sue consuetudini. L’ha sempre saputo: non avere nulla è l’unico modo per non perdere tutto. Se allontanarsi non porta mai da nessuna parte, allora tanto vale muoversi in un circuito rassicurante fatto di strade e percorsi sempre uguali. All’occorrenza, una strada lanciata all’infinito come verso un punto di fuga, uno sfogo per una febbre che ogni tanto torna a bruciare.
L’ incontro con Angela è lo specchiarsi di due solitudini, il riconoscersi intenso e fugace di percorsi che somigliano a derive. Due esistenze intorpidite scosse da una possibilità di salvezza da accarezzare insieme. Ma è l’illusione di un attimo. Troppo forte è la determinazione di Angela di chiudersi alla vita. Se ricominciare a vivere significa mettersi ancora una volta in gioco e accettare il rischio di perdere tutto, se significa tornare a provare dolore, allora no, meglio una insensibilità da pietra fredda, meglio l’anestesia di un gelo sotto la pelle.
Il coraggio che Angela non vuole avere è il coraggio di cui Andrea si scopre capace. È il coraggio che occorre per lasciarsi salvare, per prendere in mano la propria vita, per imparare finalmente a scegliere. E anche per lasciarsi vincere dalla concretezza giovane di Matilde, dalla naturalezza del suo sguardo gettato dritto in faccia alle cose.
Ambientato sullo sfondo immutabile di una città industrializzata del Sud, Angela pelle di marmo è la storia della rinascita di un uomo, il racconto calibrato di una presa di consapevolezza dolorosa e salvifica che restituisce alla vita.
Con una scrittura sempre attenta, controllata, e l’uso di una lingua tutt’altro che dimessa, l’autore dà vita a personaggi convincenti, tratteggiati con linee essenziali e precise. La scelta di un tono sommesso e di uno stile piano risulta perfetta per dare voce all’afasia di esistenze che sembrano girare a vuoto, e regala all’opera una felice compattezza stilistica. Sul finale l’accelerazione improvvisa e lo scarto, una violenza muta e raggelata che trova la sua lingua convulsa, ed è come una crepa su una lastra di ghiaccio.

Antonio Bevacqua

Angela pelle di marmo