Poesie – Autunno 2008

11,80 

Pagine: 152
Mese/Anno: gennaio 2010
ISBN: 978-88-95880-42-6
Dimensioni: 12 x 20 cm
Prezzo: 11,80 €
Genere: poesia
Collana: Poesia
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Esaurito

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Descrizione

La poesia di Piero Simoni è il canto di un’anima che si nobilita nella scrittura, metodo d’evasione e luogo in cui raccontare il disagio esistente tra la propria voce interiore e il mondo esterno, così pervaso e tutto dedito alle leggi dell’economia, così lontano dai problemi della gente, dai problemi delle anime. Il poeta si pone in contrasto con tutto questo, con un’idea di progresso che non guarda in faccia nessuno, che spersonalizza e porta all’alienamento. Anche Simoni è in qualche modo un alienato, sì, ma nel suo voler vivere la vita senza lasciarsi costringere negli schemi costruiti da una società nella quale non si rispecchia, vivendo alla luce di qualcos’altro di più profondo e valido, anche se ciò dovesse portarlo al contrasto profondo con la realtà urbana.
L’attenzione del poeta è spesso rivolta alla natura, al voler fondersi con essa, al desiderio di sentirsi un elemento naturale allo stato puro. La natura è percepita come fonte di primitiva verità, è un essere vivente, è madre a tal punto che per descriverla vengono usate parole cariche di senso di umanità.
L’autore guarda al mondo campestre come alla genuinità, al ritorno ad una vita fatta di essenzialità, quel senso dell’essenziale che sembra ormai andato perso perché i continui mutamenti della società ci ricordano che dobbiamo necessariamente adeguarci al nuovo, anche se questo sarà a sua volta sostituito da qualcos’altro in un tempo fulmineo.
La realtà urbana viene invece percepita come antitesi al contesto naturale: quando la città si sovrappone alla natura questa sembra trasformarsi in un intralcio, è necessario dominarla e spesso distruggerla.
Non mancano nella silloge i riferimenti all’attualità, al terrorismo, ma soprattutto alla sofferenza umana, al disagio degli anziani in una società che li accantona in istituti sterili e li dimentica: nella logica del mondo contemporaneo il nuovo si sostituisce al vecchio senza soluzione di continuità, senza che a questo venga dato il giusto tributo e il rispetto per quello che è stato, per la parte di storia che ha rappresentato.
Tutto questo e tanto altro ci viene raccontato con la solita maestria che contraddistingue la scrittura di Piero Simoni. I versi sono limpidi e chiari, è facile calarsi nel mondo interiore di questo poeta e condividerne le emozioni, le sensazioni, i paesaggi, quasi riuscissimo anche noi a vederli con i suoi occhi.
Tra i protagonisti della silloge riemerge inevitabilmente la realtà industriale dalla quale l’autore proviene, e il sentimento che non trova posto nella condizione di estrema sterilità che questa società porta con sé, arde nella silloge, nelle poesie del dolore per non aver capito la profonda sofferenza di un collega, nel rammarico per non aver percepito l’estremo bisogno d’amore di un altro conosciuto solo superficialmente. Questa è la coscienza di un uomo la cui sensibilità si ribella a questo mondo, un uomo che si sforza di dare il suo contributo affinché queste situazioni di abbandono possano essere arginate. È l’impegno sociale di questo poeta che si esprime attraverso la scrittura.
Perché anche noi crediamo ancora che il nostro impegno sociale e umano possa passare attraverso le pagine di un libro, e salvare il mondo.

Enica Moscato