L’iconografia del leone nell’arte assira

12,00 

Marialetizia Faragò

Prefazione a cura di Annunziata Rositani

In copertina: Caccia al leone, rilievo dal palazzo di Nimrud.

Genere: Saggio
Collana di ricerche e studi universitari «GLI ALLORI»

978-88-97995-14-2 | pp. 144 | 14 × 21 cm | dicembre 2012

Descrizione

Ho avuto la fortuna di seguire personalmente l’autrice nella stesura della sua tesi magistrale, che trova qui pubblicazione. L’entusiasmo che ha animato le sue ricerche e la raccolta di dati, la passione con cui ha elaborato le informazioni sono state coinvolgenti. L’autrice ha affrontato un curriculum di studi archeologico e ha quindi potuto usufruire pienamente, nella stesura del suo elaborato finale, della bibliografia specialistica affrontando con i mezzi più idonei lo studio dell’arte e dell’archeologia assire, base ineludibile per l’approfondimento della tematica scelta, L’iconografia del leone nell’arte assira.
Dopo una sintetica Introduzione che getta luce sui principali aspetti affrontati nel testo, l’autrice si sofferma ad analizzare prima le fondamentali vicende storiche assire quindi la storia dell’arte degli Assiri; le due parti sono indispensabili alla comprensione del prosieguo del testo e sono strettamente connesse tra loro, dato che spesso l’arte assira fu espressione della cultura, della religione e della sacralità assire oltre che, solitamente, della propaganda politica dei sovrani. Nei diversi paragrafi vengono descritte le principali caratteristiche delle diverse fasi storiche ed artistiche, con particolare riguardo ai complessi palaziali e templari delle città che si susseguirono come capitali del regno assiro, dei quali vengono presi in esame sia gli aspetti architettonici sia quelli decorativi. Faragò evidenzia come le diverse tendenze artistiche, le vicende storiche e politiche abbiano determinato varie fasi e tipologie nelle raffigurazioni incise in bassorilievo sulle lastre di calcare che ornavano le sale dei palazzi e dei templi assiri.
L’autrice si addentra, quindi, nel fulcro del suo elaborato, analizzando innanzitutto gli aspetti religiosi e culturali della lotta al leone, vista, nel mondo mesopotamico, come lotta dell’ordine sul caos e la connessione del leone sia con le varie divinità, in particolare con la dea Ištar, sia con il sovrano e con le sue prerogative. Gli aspetti artistici, l’attenzione più o meno marcata per l’anatomia, le ambientazioni, l’uso dei piani in una visione quasi prospettica della scena sono affrontati con particolare riguardo e sono inoltre collegati dall’autrice con le vicende storico-politiche dei diversi sovrani, con le loro spedizioni e con gli elementi del loro operato che di volta in volta i re volevano far risaltare. Faragò si concentra quindi nelle varie presenze del leone nelle raffigurazioni dell’arte mesopotamica prima, assira dopo, con un’ampia carrellata di pezzi descritti con attenzione e padronanza terminologica.
Un capitolo molto interessante sulle figure mostruose che includono parti leonine chiude il testo della nostra autrice che con cura e passione ha affrontato una delle tematiche più ampie e complesse della tradizione artistica vicino-orientale. Proprio la vastità del tema trattato, le strette correlazioni con la religione e l’ideologia, sia sacra che regale, le connotazioni politiche e le espressioni dell’arte hanno costretto Faragò a fare delle scelte di campo molto rigide, limitandosi a offrire un quadro d’insieme lineare e fluido, ma che certo non vuole essere specialistico né esaustivo dell’argomento.
Un testo agile e di gradevole lettura, corretto e sintetico nelle informazioni fornite, che tratta di un tema specifico dell’arte assira ben inquadrandolo nel contesto storico, artistico, politico, ideologico e religioso del Vicino Oriente antico, del quale fornisce un’immagine complessiva parziale ma nitida, ricca si numerosi spunti di approfondimento per il lettore interessato all’arte e alla storia antico-orientali.

Annunziata Rositani