I cieli del sole morente – Le Cronache di Akarthia – Vol. 1

Autori: Franco Giacoia e Palmiro Mignini

Genere: narrativa

Collana: Narrativa

978-88-95880-02-0 | pp. 334| 15 × 21 cm | aprile 2008 | FUORI COMMERCIO

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Descrizione

A lungo considerato come un genere stravagante dal valore letterario poco autorevole, il fantasy sta tornando sotto i riflettori in virtù della sua capacità di sedurre il lettore e di trascinarlo in un mondo nel quale immaginazione e realtà si intersecano vicendevolmente. Il recupero dello spessore letterario di questo genere è spiegabile con la rivalutazione complessiva dell’elemento fantastico come punto di raccordo tra il mitico e il fiabesco, come una forma di pensiero che trae la sua origine dalla riflessione sulla vita e, allo stesso tempo, dal gusto per l’esotico.
L’immaginazione crea un mondo alternativo e gli conferisce un senso, vale a dire una cartografia e una sequenzialità fantastiche, nelle quali i personaggi prendono progressivamente consistenza con tutto il loro spessore psicologico. In tal senso, la poiesis fantastica diventa il mezzo privilegiato per mettere in scena una rappresentazione di grande forza emozionale che rinvia al vissuto reale del lettore stesso. Dunque, lungi dall’essere un mero dettaglio pittoresco o una fiaba per bambini, l’elemento svela la sua forza edificante, cioè il potere di condurci alla scoperta delle nostre “verità” e alla ricerca dell’essenza più intima dell’uomo e della realtà che lo circonda. Ed è proprio questa una delle tante qualità presenti in questo romanzo, il primo della trilogia Le cronache di Akarthia, nel quale i due autori, Franco Giacoia e Palmiro Mignini, rivelano la loro sorprendente abilità nel ricorrere all’artificio fantastico per esprimere le istanze più profonde di una cosmogonia di affetti, vicissitudini, vissuti.
Una storia incalzante dalle sfumature introspettive, pronta ad evocare significati di alto profilo culturale; una storia nella quale la descrizione della bellezza delle creature, della magia, degli incantesimi, dei paesaggi sovrannaturali non gettano mai ombra sulla riflessione interiore dei personaggi. La ricerca delle proprie radici, l’attribuzione di un senso al corso della propria esistenza, la consapevolezza di un mondo che sta morendo e della caducità della vita stessa, la forza dirompente che anima le relazioni interpersonali sono solo alcuni dei tanti temi che “abitano” questo romanzo.
Yumi, Jonathan, Lanthis, Nasedo, Nadir: sono loro i protagonisti di un universo interplanetario che oscilla tra il regno incondizionato della soggettività e il sopravvento di uno sconvolgente pericolo per la collettività, vale a dire l’avanzata inarrestabile del Grande Nulla, “simile ad un gigantesco sudario che tutto inglobava nelle sue oscure ed imperscrutabili viscere”. Infine, mi sia permesso di sottolineare la capacità dei due autori di aver dato voce a una realtà fantastica di grande impatto narrativo, che sembra materializzarsi nella mente del lettore con tutta la sua prorompente vitalità, quasi a regalargli il brivido di aver partecipato alle cronache di un cielo parallelo…

Valeria Di Felice