GESTA

13,00 

Stefano Rizzi

In copertina: Freschidea, Lost person (www.fotolia.com)

Genere: Narrativa/Fantascienza

978-88-99361-44-0 | pp. 512 | 14 × 21 cm | settembre 2016

Descrizione

Breve anteprima del libro

Lance, Tyrus e Sue, tre vite che corrono a lungo parallele, su binari distanti tra loro, sia nel tempo che nello spazio. Tre storie che finiranno per attrarsi incrociando i destini dei tre protagonisti, determinando esiti impensabili per ognuno di essi, deviazioni funamboliche dall’originale cammino di ricerca personale intrapreso all’inizio del loro percorso interiore.

 

 

Conosco un posto alla fine del mondo. Per arrivarci devi percorrere miglia e miglia di campi di granturco baciati dal sole, senza guardarti indietro. Questo luogo non è segnato sulle mappe, perciò ti puoi affidare solo a te stessa.
Quando ci sono stata, la prima volta, ho sentito l’odore della terra e dei vermi brulicanti in essa, il frusciare del fieno attraversato dal vento e il sudore salato che mi pizzicava la pelle.
In questo posto il passato si ferma, e la smette di correrti dietro. Sbuffa a distanza e le nuvole si aprono in cielo.
C’è un’amaca sospesa fra due grossi alberi. Senti il suo dondolio ad acri di distanza. Sui tronchi di entrambi gli alberi sono infisse delle piccole scalette in legno. Solo che da una si può solo salire e dall’altra solo scendere.
Quando ti adagi sull’amaca, i piedi e la testa vanno a posto da soli e non provi un senso di mancamento, di venir meno, come in tutte le amache. A quel punto vedi le foglie brillare al sole e il tuo respiro cadenza l’altalenante movimento con folate di tiepido calore.
Ricordo ancora quella prima volta alla fine del mondo… la ricordo ogni volta che è necessario…