A occhi bendati

16,00 

Seconda edizione: settembre 2011
ISBN: 978-88-95880-51-8

Prima edizione: aprile 2010 TERMINATA
Pagine:488
Dimensioni: 15 x 21 cm
Prezzo: 12,80 €
Genere: narrativa

Collana: Narrativa
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Descrizione

A occhi bendati narra le vicende di Còrin, una giovane eroina moderna e del suo gruppo in lotta contro la criminalità. Una città di una qualsiasi provincia americana del Colorado, Loveland, è infestata dalla malavita ed il coprifuoco è una realtà a cui tutti, compresi i giovani studenti di un campus, sono abituati.
È un’opera di fantascienza a tinte gialle, in cui il paranormale e le teorie del complotto producono uno scenario apocalittico e che, per la vivacità delle azioni, può essere facilmente equiparata ai fumetti anni ’70 dall’ambientazione contemporanea.
Il mistero fornisce un ritmo cadenzato alla lettura del romanzo, molto corposa nel suo aspetto, ma governata dalla fluidità e scorrevolezza. Il lettore è sopraffatto dall’intreccio dei diversi filoni narrativi (giallo e sentimentale) costruiti ad opera d’arte, in cui ogni elemento è aggiunto alla storia come tessera di un mosaico sempre più grande.
Silvana Uber è autrice sensibile e aguzza nel presentare la complessità del genere letterario, in bilico tra antico e moderno, in cui l’esistenza dei supereroi è dominata finanche da un’estenuante ricerca di “normalità”.
La protagonista vive di questa dualità: un evento traumatico la spinge a creare un’altra se stessa, capace di reggere e trasfigurare il proprio dolore e caricarsi di quello altrui.
Percepisce che la accomuna ai suoi amici il medesimo destino di sofferenza, da cui è sorta prima la vendetta successivamente nobilitata dalla giustizia. Tuttavia non è incosciente, anche se non teme per sé; ama, lotta, vive e, come ogni essere umano, soffre soprattutto nel prendere decisioni (oneri per chi incarna la figura di guida del gruppo), ma che rientrano in un più ampio progetto.
In effetti, la tematica del “gruppo” è resa chiara dall’Autrice, in quanto racconto di crescita anche sociale: se prima dominava una dimensione individualista, aumenta e migliora la condivisione e l’appartenenza nello scontro con gli avversari.
Il chiaroscuro è il tratto caratterizzante dei personaggi, nella divisione dei ruoli non esiste la netta la separazione tra Bene e Male ma, altresì, esiste il desiderio di ripristinare l’ordine e la tranquillità della città, oscurata dai troppi misteri e dalle coincidenze in apparenza inesplicabili.
Solo un uomo dagli occhi magnetici stregherà il cuore della giovane, Deniel, e che sarà colui che le riserverà tante sorprese senza però risparmiarle mai delle incognite.
È totalmente in balia del suo fascino, tutti lo temono, ma lei no. Potrebbe incarnare l’antieroe moderno che lotta contro gli altri, ma principalmente contro se stesso nel tenere a bada la sua parte più torbida. Alla fine Còrin compirà ai danni di Deniel un gesto definitivo, nonostante che da lei avesse “imparato ad amare”.
Silvana Uber scava talmente bene nell’io degli uomini da rammentare un messaggio scomodo, ma reale: il malvagio è presente in ogni essere umano e anche se la società preferirebbe ometterlo, dovrebbe metabolizzarlo e farsene carico.
L’Autrice è perspicace nell’analizzare con lucidità animi tormentati che scontano giornalmente il proprio bagaglio di pene e sconfitte e che riusciranno a placare l’insofferenza tramite un processo di sublimazione.
Il romanzo è coinvolgente e, in effetti, i dettagli minuziosi degli scontri, i dialoghi espressivi e l’incessante pathos si prestano alla stesura di un’eventuale sceneggiatura cinematografica.

Francesca Rappoccio

A occhi bendati