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PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE “GAETANO CINGARI”

 

 

La Leonida Edizioni organizza ogni anno un Premio Letterario Internazionale intitolato allo storico calabrese “Gaetano Cingari”.
La manifestazione, inserita nell’ambito delle attività della Leonida riveste un’importanza di rilievo e, in prospettiva futura, vuole puntare a collocarsi tra i più prestigiosi eventi culturali del meridione.
Il Concorso è stato patrocinato (quando il Patrocinio è stato richiesto) dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali (2007), dalla Presidenza del Consiglio Regionale della Calabria (sino all’edizione del 2010) e dal C.I.S. sezione Calabria (2011, 2012). A partire dal 2013 il patrocinio è stato richiesto e concesso dal comune di Gerace, dal C.I.S. sezione Calabria e dall’Associazione Culturale Anassilaos. Il Premio è aperto agli autori di tutte le nazionalità e si suddivide in tre sezioni: narrativa inedita; poesia inedita; silloge inedita.
L’Evento Culturale si attaglia perfettamente a quel programma promosso dal sodalizio finalizzato ad incoraggiare e stimolare l’attività letteraria.
La proposta inerente l’organizzazione del Premio Letterario vuole essere parte integrante di quei programmi socio-culturali afferenti lo sviluppo del nostro territorio.

La casa editrice si riserva la facoltà di prospettare ai migliori classificati iscritti al Concorso – oltre ai premi e riconoscimenti previsti – contratti di pubblicazione (di edizione a termine, di edizione per edizione).

Per sapere quali enti pubblici patrocinano il Premio Letterario Gaetano Cingari si prega di attingere esclusivamente dai bandi annuali del concorso.

 


Gaetano Cingari: Cenni Biografici

Gaetano Cingari, storico e meridionalista tra i più attenti ed incisivi, nacque il 14 novembre del 1926 nel rione “Ferrovieri” di Reggio Calabria. II padre Salvatore, originario di Messina, era dipendente delle Ferrovie dello Stato. La madre Lucrezia Tripepi discendeva dalla nobile famiglia santagatina che, a cavallo dei secoli XIX e XX, espresse notevoli figure di sindaci, parlamentari e anche un cardinale.

Fin da giovanissimo dimostrò notevole interesse per la lettura. I libri preferiti erano quelli scritti da Benedetto Croce, Maksim Gorkij, Jean Jaurès. Ma soprattutto, quando poteva procurarseli, leggeva tanti altri testi storici e filosofici. Studio e buone letture, che, per qualche anno, condivise con gli impegni di lavoro. Appena diciassettenne, infatti, prestò servizio presso l'Ufficio “Razionamento” del Comune di Reggio Calabria.
Nel 1944 ottenne l'abilitazione Magistrale. Subito dopo, a distanza di appena quattro anni, conseguì la maturità scientifica, sotto la guida del filosofo Domenico Scoleri e dello storico Domenico De Giorgio. Quasi contemporaneamente, seguendo il percorso ideale dei suoi Maestri, aderì al Partito d’Azione. Ebbe così inizio l’attività del gruppo azionista reggino, formato da persone di notevole spessore culturale, quali ad esempio Raffaello Sardiello, figlio di Gaetano deputato alla Costituente, Enrico Putortì, Francesco Zannino e tanti altri giovani e meno giovani.
Gli stessi suoi Maestri, De Giorgio e Scoleri (fondatori. direttori e redattori di periodici come “L’Azione” e della Rivista di Cultura “Historica”), lo aiutarono a pubblicare alcuni scritti sui meridionalisti Giustino Fortunato e Guido Dorso e anche su Piero Gobetti.

Nel 1947, conclusasi la breve stagione del Partito d’Azione, Cingari seguì il medesimo percorso di Riccardo Lombardi e di tanti altri ex azionisti, approdando nelle file del PSI.
L’influenza degli scritti di Rosselli e Salvemini, la breve esperienza maturata nel Partito d’Azione, assieme alla frequentazione di esponenti socialisti come Pietro Mancini e Riccardo Lombardi, risultarono decisivi per la sua formazione e maturazione politica ed intellettuale.
Nell’ottobre del ’49 intraprese, dopo avere superato brillantemente un pubblico concorso, l’insegnamento presso le scuole elementari di Gioia Tauro. Nel 1952, frattanto, si laureò in matematica presso la Facoltà di Scienze di Messina. Sempre nello stesso anno, candidatosi alle elezioni amministrative, ottenne una buona affermazione nelle liste del PSI ed entrò a far parte del Consiglio Comunale di Reggio Calabria. Fu riconfermato nel 64. Nel 1968 fu eletto alla Camera dei Deputati e si dimise da Consigliere comunale. Nel ’52 dopo aver conseguito la laurea in matematica, s’iscrisse al Magistero per dedicarsi agli studi che più lo appassionavano: la “Storia del Mezzogiorno e della Calabria”.
In quegli anni conobbe Giorgio Spini, suo “Maestro di studio e di vita”, che era titolare della cattedra di Storia Moderna presso la Facoltà messinese. Ottenne la seconda laurea, proprio sotto la guida dello storico fiorentino, discutendo una brillante tesi dal titolo: Giacobini e Sanfedisti in Calabria nel 1799, che fu poi pubblicata nel ’57. Un lavoro, apprezzato anche all’estero, che è divenuto un classico per gli studiosi della storia risorgimentale.

Nella Città dello Stretto entrò in contatto con altri giovani studiosi, che poi diverranno apprezzati storici e filosofi, come Rosario Romeo, Umberto Caldora, Gino Cerrito, Lucio Colletti, Vittorio de Caprariis e tanti altri. La sua attività politica lo portò a far parte, oltre che del Consiglio Comunale, della Camera dei Deputati, del Consiglio Regionale e del Parlamento Europeo. Nel 1963, candidatosi nella lista del PSI alle elezioni politiche, risultò il primo dei non eletti. Fu eletto, invece, nella V legislatura (1968-1972) con 33.159 preferenze e fece parte della Commissione “Istruzione e Belle Arti”. Nel 1975, eletto al Consiglio Regionale, divenne Vice Presidente della Giunta ed Assessore alla P.I. e ai Beni Culturali. Fu il promotore, tra l’altro, delle leggi n. 16 e n. 17 del 19 aprile del 1985: la prima afferente le “Norme per interventi in materia di promozione culturale”; la seconda riguardante le “Norme in materia di biblioteche di Enti locali o di interesse locale”. Il 3 ottobre del 1983 entrò a far parte del Parlamento Europeo, in sostituzione dell’economista socialista Giorgio Ruffolo. Nelle elezioni amministrative del 28 maggio 1989, abbandonato il PSI e aderendo alla lista civica “Alternativa per Reggio”, fu eletto al Consiglio Comunale. Il 15 giugno del 1992 ritornò al Parlamento Europeo, in sostituzione di Giorgio Napolitano, quale primo dei non eletti – come “indipendente” – nella lista PDS.
A partire dal 1963 fu titolare della cattedra di “Storia moderna” della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Messina. Per circa quarant’anni rimase “un prezioso punto di riferimento umano e scientifico per docenti e studenti” di quella stessa Facoltà. Egli dedicò l’intera sua esistenza all’insegnamento e alla ricerca storica. Numerose furono le sue pubblicazioni di carattere storico-scientifico, come altrettanto numerosi i suoi articoli apparsi su diversi quotidiani locali e nazionali. Non meno importante si dimostrò la sua proficua collaborazione can periodici e riviste prestigiose. Fu Presidente dell’Istituto di Studi Storici “Gaetano Salvemini”, Direttore della Rivista “Archivio Storico per la Calabria e la Lucania”, ed autorevole componente della “Deputazione di Storia Patria per la Calabria”. Negli ultimi anni della sua esistenza – come scrisse Giuseppe Buttà, suo successore quale Preside della Facoltà di Scienze Politiche ed uno dei suoi allievi più stimati – si dimostrò sempre più interessato “a conoscere ogni momento e ogni dettaglio della storia della sua terra”, scrivendo con passione e con lucida capacità di inquadramento nella storia più ampia, “saggi bellissimi e penetranti”. Cingari fu in grande storico ed uno studioso colto ed appassionato della società meridionale, della sua cultura, delle sue istituzioni, delle sue strutture. Tant’è vero che è stato, per diverse generazioni di studenti, un punto di riferimento come pochi prima di lui. Probabilmente fu l’ultimo meridionalista veramente capace di parlare – soprattutto nel senso inteso da Corrado Alvaro – alla gente del Sud ed a stimolare le loro coscienze. Altrettanta appassionata ed impegnativa fu la sua attività politica, che peraltro lo vide ricoprire incarichi parlamentari sia a livello nazionale e sia a livello europeo. Per oltre quarant’anni è stato sempre apprezzato – dalla stragrande maggioranza dei militanti socialisti calabresi – per la sua onestà intellettuale, per la sua robusta preparazione ideologica, per il suo senso critico nei confronti del partito socialista e per la sua vasta cultura.
Insomma, non si può negare che Gaetano Cingari fu un autentico protagonista della vita politica e culturale di Reggio, della Calabria e del Mezzogiorno d’Italia.
Morì improvvisamente e prematuramente, il 9 maggio del 1994 a Padova, proprio durante il suo secondo mandato parlamentare europeo.

Domenico Romeo
(estratto da “Calabria Sconosciuta”, anno XXVIII, luglio-settembre 2005, n. 107, pag. 47)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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