Il titolo del presente volume, affatto
casuale, evoca evidentemente la visione che della
storia si ebbe nella convulsa temperie culturale del
Cinquecento, per l’intuito di grandi pensatori
come il cartografo Abraham Ortelius ed il
filosofo-giurista Jean Bodin, secondo la quale l’avvicendamento
degli eventi e la loro corretta collocazione nello
spazio avrebbero dovuto costituire l’irrinunciabile
prospettiva bifocale per ogni ricerca storiografica,
gli occhi dello storico, appunto. La Cronologia
e la Geografia, fondamentali ausili della Storia per
generazioni di storici e genealogisti, risulterebbero
tuttavia prive di prospettive storiografiche laddove
non fossero disciplinate dal metodo, al pari di tutti
gli altri settori del sapere che da secoli ormai dialogano,
proficuamente e con pari dignità, con la storia
istituzionale e politica.
In questo testo sono raccolti, per autore e secondo
un criterio cronologico, sette studi dedicati ad altrettanti
temi, già oggetto di ricerca per chi scrive,
che nel recente panorama storiografico hanno alimentato
vivaci dibattiti e sollecitato nuovi approfondimenti.
Un comune referente può essere agevolmente
individuato in quel “lago mediterraneo”
che la nouvelle histoire non ha esitato a
definire struttura longeva e persistente, in grado
di comprendere ed intrecciare fatti politici e flussi
economici, fenomeni demici ed espressioni della cultura.
Se nel Mediterraneo è possibile collocare l’epicentro
delle singole tematiche affrontate, sempre nel condiviso
ossequio alle fonti documentarie e cronistiche, può
arduo risulta trovare identità nell’approccio
critico e nella scelta stilistica, necessariamente
personali e, per certi versi, distintivi. Sono dissonanze
apparenti, tuttavia, giacché sul piano formale
non snaturano l’essenza del saggio e perché
rispondono ad impliciti intenti didattici, proponendo
differenti scelte metodologiche per l’analisi
delle singole strutture e nella lettura delle testimonianze.
[...]
tratto dalla Prefazione a cura
di Luciano Catalioto