L’origine della Filosofia
o la Filosofia dell’origine
Dove nasce la filosofia? Quando nasce la filosofia?
Come nasce la filosofia? Perché nasce la filosofia?
Sono solo quattro domande, ma si potrebbe tranquillamente
continuare. Da quale stato di cose si origina la scienza
filosofica? Se è vero che la filosofia ha una
matrice Occidentale (Hegel) e altresì vero
che essa germoglia in Grecia e precisamente nelle
colonie greche piuttosto che – dapprincipio
– ad Atene. Che cos’è la filosofia?
Anche questa è una domanda non di poco conto.
In Origine ed epilogo della filosofia Ortega
y Gasset afferma che «la filosofia è
intanto qualcosa che l’uomo fa, e che questo
costituisce la sua più caratteristica condizione
e attitudine». In Che cos’è
la filosofia? Gilles Deleuze e Félix Guattari
dicono: «La filosofia, più rigorosamente,
è la disciplina che consiste nel creare concetti».
Se è così acclarato che un luogo storico
lo possediamo per la nascita della filosofia (la Grecia)
è altresì pacifico che noi siamo in
possesso, anche, di un tempo storico per la localizzazione
dello stesso evento (il VI secolo a.C.): due informazioni
che rispondono alle prime due domande dalle quali
eravamo partiti.
Ma... per rispondere alla terza?
Noi oggi sappiamo che la filosofia si origina quando,
per ragioni storiche e antropologiche complesse, l’umanità
si allontana dal mito e dalla religiosità irriflessa
e si avvicina alla ragione e alla speculazione teoretica.
Con i Presocratici la filosofia va oltre il fatto
e le esperienze per (ri)cercare una ragione costante,
un principio, una causa, l’elemento da cui sono
formate le cose.
Nello stesso tempo, questa disciplina (in)comincia
formandosi come una scienza della totalità
delle cose.
L’intero è l’oggetto di interesse
privilegiato per la filosofia.
Essa si interroga sulle cause e sui principi di
tutta quanta la realtà.
Tale interrogazione è portata avanti con il
metodo delle domande e delle risposte.
Alla sua origine, la filosofia cerca una sorgente,
un seme, una radice, una base, un capo.
Alla sua origine la filosofia cerca un’origine.
Ovverosia, quella dalla quale scaturiscono tutte quante
le cose di cui è composta la realtà.
L’origine della filosofia è una filosofia
dell’origine in se stessa compiuta.
Ma c’è di più.
Tale filosofia dell’origine costituisce l’atto
di nascita di una disciplina completamente nuova.
La filosofia, appunto.
I Presocratici, infatti, costruiscono un mondo di
congetture e di pensieri intorno alla totalità
delle cose del mondo. Alcuni si asprimono in forma
poetica altri usano la forma prosastica.
Essi, per la prima volta nella storia, si lasciano
dietro le spalle le religioni, i miti e la tradizione.
Il loro statuto è quello di amanti del sapere
piuttosto che quello di sapienti tout court.
Filosofia diventa perciò propriamente amore
del sapere.
Dicono ancora Deleuze e Guattari: «Il tempo
filosofico è quindi un grandioso tempo di coesistenza,
che non esclude il prima il dopo, ma li sovrappone
in un ordine stratigrafico. È un divenire infinito
della filosofia, che interseca ma non si confonde
con la sua storia. La via dei filosofi, e anche la
parte più marginale della loro opera, obbediscono
a leggi di ordinaria successione; ma i loro nomi propri
coesistono e brillano, sia come punti luminosi che
ci fanno riattraversare le componenti di un concetto,
sia come punti cardinali di un foglio o di uno strato
che non cercano di ritornare fino a noi, come la luce
delle stelle morte, più viva che mai. La filosofia
è divenire, non storia; è coesistenza
di piani, non successione di sistemi».
E Ortega: «Filosofia è un fare dell’uomo.
Un fare della specie “conoscenza”. Quel
tipo di “conoscenza” che comincia con
una domanda essenziale o per l’essere delle
cose. L’essere della cosa non è la cosa.
La cosa sta qui. L’essere
no. Siccome non è qui bisogna cercarlo, e questa
ricerca è la conoscenza: la domanda annuncia
ed inizia un cercare».
La filosofia dell’origine è anzitutto
una ricerca.
Una ricerca della verità (alètheia).
I Presocratici non si fermano davanti al mero dato
di fatto come fa invece la scienza.
Essi vanno oltre; alla ricerca appunto dell’origine.
Per questo la loro speculazione è già
una filosofia dell’origine.
E la filosofia stessa si configura come scienza di
ciò che sta al di là delle cose. Nel
profondo.
La filosofia si origina quindi come filosofia dell’origine.
Di fronte allo spettacolo della realtà il filosofo
Presocratico indaga la causa di tutto quel che ha
davanti. Ma l’origine delle cose era la loro
natura; cioè da cui esse derivavano.
La filosofia dei Presocratici si pone quindi fin da
subito una domanda intorno al «che cos’è?».
Qual è la costituzione di questa cosa che ho
qui davanti?
Essa indaga sulla verità delle cose e non sulla
loro apparenza fenomenica.
La filosofia dell’origine è dunque un’interrogazione
razionale che supera la realtà e il mondo effettuale.
Ogni cosa possiede una sua verità.
Il filosofo Presocratico indaga infatti il
principio di ogni cosa.
Egli si chiede: che cosa ho davanti a me veramente?
In questo senso: l’origine della filosofia è
un concreto oltrepassamento della presbiopia
della realtà. Per giungere a una filosofia
dell’origine in sé compiuta che prefigura
e preannuncia il vero mondo sopra e dopo
quello delle cose reali. Il mondo che sta dall’altra
parte, il mondo dei principi, il mondo della generazione.
L’origine della filosofia è dunque un’interrogazione
sui principi, sulle cause, sulle scaturigini. La filosofia
dell’origine, in forma di sentenza, di poema
o di opinione, sarà dunque il risultato
di tale interrogare. E, nello stesso tempo, rappresenterà
l’origine di una disciplina che si
farà una grande strada nella storia della cultura
e dell’umanità dei secoli successivi.