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Autore: Giuseppe Armani

 

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Pagine: 96
Mese/Anno: febbraio 2011
ISBN: 978-88-95880-72-3
Dimensioni: 12 x 20 cm
Prezzo: 10,00 €
Genere: raccolta di Poesie in prosa
Collana: Poesia

Breve presentazione dell’opera


Vincitore della seconda edizione del Premio Letterario Internazionale “Città di Martinsicuro” 2010 sezione Silloge Inedita.


Thlenai non è una silloge di poesie, è un dipinto.
Il lettore comprenderà il senso delle mie parole non appena leggerà i primi componimenti; di primo acchito il modo di presentarsi di queste poesie può destabilizzare, la mancanza di versificazione non riconduce la nostra mente alla lirica, e questo si contrappone proprio a ciò che il lettore è in procinto di scoprire. Questa raccolta richiede uno sforzo, quello di immergersi immediatamente nella lettura, senza badare all’apparenza, abbandonando con l’intelletto i canoni tradizionali del genere poetico e concentrandosi sulla sostanza.
“Poesie in prosa” è già di per sé un ossimoro, i due termini sono esattamente antitetici, eppure Armani riesce a farli convivere e la sua poesia perde le caratteristiche visive proprie di quella tradizionale, ma non ne abbandona il senso più profondo, che è quello di trasmettere un messaggio associando al valore semantico della parola quello musicale e ritmico che è peculiare del componimento poetico.
Il primo termine che mi viene in mente se penso alle poesie di questa silloge è: cubismo. La realtà ci viene presentata quasi come un approfondimento visivo e uditivo su suoi singoli aspetti, trasfigurata dall’occhio del poeta e analizzata in ogni suo dettaglio. Ogni momento è unico e degno di attenzione, studiato in ogni minimo particolare raffigurativo.
Concentrandoci sull’aspetto retorico della raccolta a prevalere sono le sinestesie, i suoni e i colori passano da una parola all’altra con fluidità, in un modo similare a quello attuato nella poesia simbolista. Armani rifiuta i dettami della logica a favore di una totale libertà di espressione, si impossessa di una realtà quasi oscura e inesprimibile rendendocela attraverso allusioni, suggestioni musicali, grazie alla magia della parola che diventa protagonista. La sue poesie danno voce alle percezioni dell’inconscio, il tempo meccanico, misurabile, oggettivo è messo in crisi dalla memoria umana che ne ha una percezione ben diversa, soggettiva, interiorizzata. La parola diviene il primo motore dell’atto poetico, che è un atto completamente personale, diretto, scevro da mediazioni razionali.
La ricerca lessicale privilegia parole dotate di una forte carica evocativa, per questo spesso compaiono anche termini provenienti da altre lingue e che la traduzione sminuirebbe ridimensionando la loro pregnanza sul contesto e che, sebbene rendano il testo più complesso da comprendere, ne aumentano la musicalità. D’altronde il significato è solo una parte della comunicazione che avviene quando si legge o si ascolta una poesia; l'altra parte non è verbale, ma emotiva.
L’Armani “pittore” delle sue poesie emerge prepotente soprattutto nelle descrizioni paesaggistiche, lì sembra davvero che stia dipingendo un quadro con le sue descrizioni tinteggiate e dettagliate ricche di sprazzi di colore intenso, puro, materico, come in una tela di Van Gogh.
Questo poeta si rivela quindi come un artista a tutto tondo, profondo conoscitore della parola è capace di renderci un componimento ricco di immagini, di suoni con profonda forza visiva e uditiva.
A questo punto non ci resta che tuffarci in questo quadro, perderci nelle sue vie di colori e librarci leggeri al suono delle sue parole.

Domenica Moscato





 

 

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