Laura Moretto inventa una meravigliosa storia d’amore,
contrassegnata dalla magia e dal mistero. Lago
d’argento parla della vita di una studentessa
di geologia, Dafne, a cui cominciano a verificarsi
degli episodi indecifrabili. L’azione si snoda
intorno ad un campo di ricerca e alla scoperta di
un pugnale appartenente ad un re azteco, arma rappresentante
l’armonia vigente tra la razza umana e quella
dei vampiri.
L’opera ha diversi substrati culturali e può
far riferimento a diversi generi letterari: dal fantasy,
allo storico a quello antropologico. In effetti, rivela
aspetti fiabeschi per l’intreccio narrativo
e per la presenza dei protagonisti in contrapposizione
agli antagonisti, ed incanta per la purezza e l’intensità
dei sentimenti.
La ragazza s’innamora del suo professore, Cedrick,
che inizialmente appare ambiguo e taciturno. Entrambi
palesano elementi in comune tra cui il possesso di
due ciondoli, che nascondono un sogno d’amore
lontano nei secoli. I due pendenti appartengono a
due creature rappresentanti il mondo delle tenebre
e della luce, per cui non potranno mai stare insieme;
dunque il destino pare opporsi a tale unione.
Il ritrovamento di questi elementi scaturisce una
serie di vicissitudini e trame da sembrare incantato
ogni avvenimento; anche la presenza di una maga e
di filtri magici fa presagire elementi da favola e,
come ogni favola che si rispetti, anche l’esistenza
di personaggi che ostacolano la coronazione di un
sogno d’amore.
L’Autrice è ammirabile quando alterna
toni e sfumature nelle immagini e trasposizioni quasi
oniriche. Inizialmente aleggia un chiaroscuro, si
percepiscono ombre che vagano di notte, presenze assenti
che, nascoste nei meandri del mondo, vivono ai margini
dagli uomini e che, in attesa di non si sa cosa, osservano
il loro agire. Traccia con studio analitico e meticoloso
l’identikit del vampiro, le difficoltà
di vivere tale natura quando si scontra con i sentimenti
umani, ma a lui ignoti come l’amore.
Eppure qualcosa d’importante, cui forse non
è pronta, attende Dafne e Cedrick si rende
conto che è giunto il momento di rivelarle
il suo-loro destino.
Ad un certo punto, la giovane diverrà “altro”,
un morso le stravolgerà la vita per divenire
ciò di cui prima aveva timore e contro cui
agiva. Assume tratti, azioni, comportamenti da vampira
ma la sua anima è pregna di sé, dell’amore
solido e incontrastato contro ogni attese per Cedrick.
La maestria dell’Autrice consiste proprio nel
far transitare un personaggio da una parte all’altra
della barricata. Saranno le acque del lago d’argento
che d’incanto la faranno tornare in sé.
La natura da vampiro perde di fronte agli entusiasmi
della condivisione della condizione umana.
Il romanzo è contraddistinto da un incessante
climax, il cui acme coincide con l’incontro/scontro
tra Cedrick e Jean-Claude e questo è il motivo
per cui l’opera risulta coinvolgente emotivamente.
Il capitolo finale restituisce agli occhi quell’immagine
da fine apocalisse ormai placata nella sua risoluzione:
“La natura era ritornata al suo antico splendore,
il bosco era colorato e le foglie cantavano la loro
dolce melodia al vento”.
Laura Moretto, in conclusione, invia al lettore un
messaggio speciale: solo la fantasia può far
accadere le cose più impensabili.
Francesca Rappoccio