Il titolo già preannuncia qualcosa di non
chiaro, lontano dalla comprensione immediata che stimola
però curiosità.
In effetti, il romanzo Non ha senso racconta
le vicissitudini del diciottenne Francesco che riceve
inaspettatamente, in sogno, un messaggio da un’Entità
misteriosa che gli rivelerà di essere un predestinato.
La storia, da subito, è dominata dal senso
d’ineluttabilità, a cui, inizialmente,
il protagonista stenta a credere, ma saranno i fatti
a destarlo dalla fantasia, quando la mattina successiva
all’incontro, si scoprirà donna, Francesca,
e ne assumerà sembianze, atteggiamenti e pulsioni.
Questo scambio d’identità farà
sì che nello stesso personaggio convivano sentimenti,
pensieri ed emozioni appartenenti all’uno e
all’altro sesso che genereranno situazioni confuse
ed equivoci con un inevitabile finale a sorpresa.
La particolarità è che nel giornaliero
scambio permangono la coscienza ed il sentire dell’altro:
Francesco percepisce Francesca e viceversa, ed in
questo turbinio di emozioni si dischiude tutto il
mondo affettivo e sessuale dei giovani, con i relativi
desideri e timori.
Enzo Parabolani ha probabilmente l’intento di
analizzare e portare alla luce le componenti femminili
e maschili presenti in ciascun esser umano e ancor
di più in un giovane che vive un’età,
quella tardo adolescenziale, già di per sé,
fortemente caratterizzata da dissidi e dall’iniziale
costruzione del sé, ma anche da una saccenteria
dettata dall’ostentata sicurezza della gioventù.
Tutta l’opera è attraversata da suspense
ed il lettore tiene il passo nelle varie peripezie
che puntualmente vive Francesco/Francesca, partecipando
alle ripercussioni psicologiche che tale dicotomia
genera; in primis, un senso di solitudine
ed il relativo timore di non essere accettato dalla
comunità.
Il libro, ebbene, ha il pregio di leggersi con piacevolezza
e, per la levità e la delicatezza con cui affronta
il soggetto, è preferibilmente indirizzato
ad un pubblico di giovani lettori.
Francesca Rappoccio