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Autrice:
Antonella Di Meo |
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Pagine:
160
Mese/Anno: dicembre 2009
ISBN: 978-88-95880-39-6
Dimensioni: 14 x 21 cm
Prezzo: 12,00 €
Genere: narrativa
Collana:
Narrativa
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Breve
presentazione dell’opera
Prima di essere un’opera letteraria, il libro
di Antonella Di Meo è una riflessione personale
sulla vicenda che questa giovane donna ha vissuto
direttamente sulla propria pelle: un anno di lotta
contro il cancro, il “mostro che vive dentro
di me”, è lei stessa a definire
più volte in questi termini la sua malattia.
Scorrendo le righe di questo libro è facile
prendere coscienza di come siamo tutti diventati insensibili,
nascosti dietro l’effimera illusione che comunque
“no, non toccherà mai a me!” e
invece Antonella ci fa riflettere proprio su questo
aspetto, su come una ragazza bella, intelligente che
sembra non dover chiedere niente alla vita possa tutto
ad un tratto trovarsi a fare i conti con un “mostro”
che si infila inavvertitamente nel suo corpo e che
può morire solo se lei accetterà di
uccidere insieme a lui anche un po’ di se stessa.
“È incredibile
come ti cambi la malattia. Guardo alcune vecchie foto
e non mi riconosco. Com’ero bella, e spensierata!
Il cancro è bastardo. Prima di tutto colpisce
la tua femminilità. Infierisce colpi molto
duri, che piano piano affondano e arrivano a minare
la tua identità.
Cosa sono diventata? Non mi sento più una donna,
non ho più l’aspetto di una donna, i
pensieri di una donna, i desideri di una donna.
Nemmeno i miei movimenti sembrano più essere
femminili.
Sono brutta, mi sento orrenda. E vuota.”
Queste sono forse le parole più dure di tutto
il libro. A mio avviso sono anche le più efficaci
perché quest’opera possa svolgere un
ruolo di sensibilizzazione per tutti coloro che non
sanno cosa significhi dover fare i conti con una malattia
così infima. E quello che c’è
di bellissimo in quest’opera è che essa
non pretende niente, sgorga dal cuore dell’autrice
quasi come uno sfogo, per il semplice bisogno di scrivere,
di raccontare la sua vicenda, senza aspettarsi nulla
in cambio, senza pensare con questo di cambiare il
cuore degli uomini che ignorano la sofferenza degli
altri.
Tuttavia all’interno del libro sono rintracciabili
molti elementi positivi: la vicinanza e il sostegno
dei familiari, degli amici, ma soprattutto le amicizie
che si creano dopo la malattia, quelle più
toccanti perché provengono da un medesimo percorso
doloroso.
La vicenda di Antonella ha un lieto fine e proprio
nella lenta risalita, in questa nuova rinascita possiamo
rintracciare il desiderio della protagonista di ricominciare,
di gettare uno sguardo nuovo su tutto ciò che
la circonda, di vedere sotto una luce nuova quello
che prima della malattia era ordinario, scontato,
prevedibile, e che a ben guardare non lo è
affatto, avere la possibilità di apprezzare
anche le piccole cose non lo è affatto!
Queste esperienze cambiano la vita radicalmente, per
sempre, l’autrice, senza presunzione alcuna,
ci insegna tanto con questo libro, e io auguro ad
ognuno di voi che vi preparate a leggerlo, di trovare
in esso un po’ di quel desiderio di vivere che
trasuda da ogni riga, anche in quelle più tristi
in cui ci vengono raccontate la disperazione e lo
smarrimento, perché le persone che molto amano
sono circondate dall’Amore, e Antonella è
una di queste.
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