“La famiglia, quella vera,
quella sacra, quella unica, fondata sui cardini essenziali
costituiti dai genitori, deve prendere in mano le
redini della vita dei propri figli, educarli con passione
e rigore, reintroducendo i valori attualmente mancanti
o scarsamente attenzionati; in pratica deve fare la
sua parte, assumendosi la responsabilità di
creare la società di domani.”
In questo saggio, Vittorio Sartarelli offre al lettore
un’attenta e dettagliata analisi della società
odierna. Pur presentandosi all’apparenza come
un saggio pessimistico, che non lascia possibilità
di soluzioni positive per il futuro, l’autore
non ha fatto altro che mettere a nudo le vere problematiche
del mondo in cui si vive.
Una società priva di valori, in cui la famiglia,
istituzione per eccellenza, “nucleo centrale
della società”, ha subito una trasformazione
negativa ed ha indotto i genitori a perdere la propria
autorità ed il proprio ruolo nell’educazione
dei figli.
Sartarelli offre una storia della trasformazione ed
evoluzione della famiglia, istituzione che presenta
notevoli differenze rispetto al passato. Passa velocemente
in rassegna i vari cambiamenti che la famiglia ha
avuto nel corso dei secoli da quella greca che aveva
lo scopo di “perpetuare la stirpe, di conservare
riti e tradizioni familiari”, a quella
patriarcale contadina “sulla quale si fondava
l’economia agricola del paese”, a
quella operaia che cercava di crescere ed avere una
funzione sociale, a quella borghese, che risentendo
del progresso sociale ed economico del paese, ha portato
ad un rapido declino di questa istituzione.
La causa principale del disfacimento della famiglia
è stata, per Sartarelli, l’americanizzazione
che ha portato i genitori ad essere incapaci di gestire
e governare i propri figli. I giovani, ormai “una
generazione senza bussola”, sono vittime
di una società in crisi, o meglio ancora “malata,
e di questa malattia, purtroppo si conoscono solo
i sintomi nefasti” e nessuno né
la famiglia dove “alberga il germe della
vita che i genitori daranno ai loro figli che dovranno
crescere ed educare”, né la scuola
che non riesce a svolgere la sua funzione educativa,
né le istituzioni politiche, riescono a trovarne
un rimedio. Ecco il fine che l’autore si propone:
sensibilizzare la famiglia, la scuola, i giovani e
le varie istituzioni a considerare la gravità
del problema che affligge la società odierna,
la quale necessita di costante attenzione ed impegno.
Forse maggiore severità, rigore ed attenzione
non permetterebbero di vivere in una società
migliore? L’autore, convinto che non vi siano
facili e immediate soluzioni, invita però a
non demordere come si evince quando afferma che “è
fin troppo evidente che l’intera società
attuale è attraversata da una profonda crisi
di valori fondanti e fondamentali, nel caos, apparentemente
ordinato, in cui oggi viviamo dove sono poche le cose
certe che valgono ancora e che funzionano, dove la
litigiosità politica e la lotta per il potere,
non permettono l’attuazione di riforme necessarie,
progetti validi e promulgazione di leggi e provvedimenti
veramente utili e necessari alla collettività,
è necessaria una svolta epocale, forte e decisa
che crei un’inversione di tendenza all’attuale
declino di valori e di principi”.
Tiziana Zampaglione