Nel presente volume l’Autore
propone due articoli ed un saggio breve che, cronologicamente,
si collocano negli ultimi tre secoli dell’Età
medievale. Il campo d’indagine, come programmaticamente
definito dalla “Collana storica” che accoglie
lo scritto, spazia all’interno delle complesse
vicende politiche, sociali ed economiche che caratterizzarono
l’area mediterranea nel tardo Medioevo.
Nel primo saggio, l’indagine sulla struttura
feudale calabrese nell’età di Carlo I
d’Angiò, condotta sulla scorta degli
atti cancellereschi e di specifiche fonti archivistiche
locali, chiarisce i meccanismi della francesizzazione
ed il fenomeno dell’incastellamento nei due
giustizierati di Calabria e Val di Crati-Terra Giordana,
nel cui territorio l’immigrazione ed il progressivo
radicamento di una nobiltà tipicamente urbana
avrebbe costituito il tessuto connettivo della nuova
società.
Nello studio condotto sulla Sicilia angioina sono
analizzate le strutture interne delle Universitates
ed i loro meccanismi elettivi ed amministrativi, le
dinamiche sociali dei ceti urbani, l’ascesa
socioeconomica e politica della casta giuridiconotarile
e l’evoluzione della loro composizione, l’entità
dell’immissione transalpina e della penetrazione
commerciale dei mercanti peninsulari. Ma sono senz’altro
le peculiarità delle signorie feudali e delle
comunità rurali che ricevono un’attenzione
particolare, così come l’evoluzione del
regime delle terre seguita alla vasta ridistribuzione
operata da Carlo I d’Angiò e la nuova
dimensione del rapporto tra città e campagna.
Il saggio dedicato alla città ed al vescovato
di Patti, infine, costituisce un importante laboratorio
per condurre un’indagine di lunga durata, nel
più ampio contesto del Mediterraneo aragonese,
in merito a temi particolarmente vivi nel recente
dibattito storiografico: lo sviluppo delle autonomie
urbane e delle coscienze cittadine, l’incontro
tra le culture diverse ed i concreti problemi di convivenza
delle varie etnie, la complessa organizzazione economica
e sociale delle terre e degli abitati rurali, le dinamiche
dei ceti mercantile ed imprenditoriale, le logiche
politiche della feudalità e dei poteri territoriali
ecclesiastici ed i loro complessi rapporti con il
potere centrale. Inoltre, valenze linguistiche e filologiche
emergono dalla lettura di diversi documenti inediti
in latino ed in vernacolare siciliano, testimoni eccezionali
del passaggio nelle fonti documentarie dal mediolatino
al volgare.
Luciano Catalioto