In fondo ad ognuno di noi sonnecchia
sempre un bambino che, né gli affanni della vita
quotidiana, né le tante incombenze serie e gli
scopi alti ed importanti, e la malizia e la durezza
di cui si ha bisogno per destreggiarsi tra gli scogli
della esistenza, riescono mai ad annientare del tutto.
I sogni, le favole, le fantasie, che popolarono il mondo
della nostra fanciullesca immaginazione, riaffiorano,
a volte, negli attimi di pausa, fra una battaglia e
l'altra, quando è possibile ripiegarsi un istante
in se stessi e liberarsi delle scorie, dei fardelli,
dei tanti abiti posticci e delle sovrastrutture che
nascondono alla nostra stessa vista la parte più
intima e più vera dell'animo nostro.
Per tutto ciò, mi sono sforzato di dar sempre
una parvenza di credibilità al racconto, in ogni
caso, agganciato, per qualche verso, all'ambiente reale
di cui il fanciullo ha diretta esperienza, così
come ho cercato d’introdurre argomenti, personaggi
e situazioni per i quali, in generale, i fanciulli dimostrano
uno spiccato interesse. Il senso, il valore educativo
del discorso, ho cercato di lasciar trapelare senza
forzature, come conseguenza logica dei fatti narrati
e non come “predica” fine a se stessa. Queste,
almeno, le intenzioni; i risultati lascio giudicare
a chi vorrà leggere queste pagine.
Francesco Chirico
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